Licenziamento lavoratore sopravvenuta inidoneita fisica

Licenziamento del lavoratore per sopravvenuta inidoneità fisica

Corte di Cassazione, sentenza n. 6497 del 09.03.2021

Con una articolata sentenza frutto anche del complesso quadro normativo nazionale e internazionale e della concorrenza di fonti composite e multilivello che regola materia in questione, la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, si è espressa in merito ad un caso di licenziamento per sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore.

La Corte ha ribadito preliminarmente come, nell’ipotesi in oggetto, così come in tutte le altre ipotesi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, l’onere della prova della sussistenza delle giustificazioni legittimanti il recesso spetta al datore di lavoro ai sensi dell’art. 5 L. 604/1966.

Nel caso del licenziamento per sopravvenuta inidoneità fisica, il datore di lavoro avrà dunque l’onere:

  1. di dimostrare la sopravvenuta inidoneità fisica o psichica del lavoratore;
  2. l’impossibilità di ricollocare il medesimo lavoratore in altre posizioni aziendali adibendolo a mansioni, anche inferiori, compatibili con il suo stato di salute.

Il datore di lavoro, onde legittimare il suo recesso, è gravato quindi di fornire la prova dell’impossibilità di repechage del lavoratore licenziato.

Si tratta di una prova negativa: il datore di lavoro “ha sostanzialmente l’onere di fornire la prova dei fatti e circostanze esistenti, di tipo indiziario o presuntivo, idonei a persuadere il Giudice della veridicità di quanto allegato circa l’impossibilità di una collocazione alternativa del lavoratore nel contesto aziendale” (es. fornire la prova che, per un congruo periodo successivo al recesso, non vi sono state nuove assunzioni; oppure che vi sono state nuove assunzioni ma per mansioni richiedenti capacità non possedute dal lavoratore licenziato).

In aggiunta a questo onere:

  1. il datore di lavoro deve dedurre altresì l’impossibilità di adottare accomodamenti organizzativi ragionevoli così come previsto dall’art. 3 comma 3 bis del D.Lgs. 216/03 (introdotto ad opera del D.L. 76/13 art. 9, comma 4-ter) che dispone: “Al fine di garantire il rispetto del principio della parità di trattamento delle persone con disabilità, i datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad adottare accomodamenti ragionevoli, come definiti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata ai sensi della legge 3 marzo 2009, n. 18 nei luoghi di lavoro, per garantire alle persone con disabilità la piena eguaglianza con gli altri lavoratori. I datori di lavoro pubblici devono provvedere all’attuazione del presente comma senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente”.

Il datore di lavoro dovrà dunque provare di aver adempiuto all’obbligo di “accomodamento” ovvero che l’inadempimento sia dovuto a causa non imputabile.

Obbligo di “accomodamento” consistente “nella ricerca di misure organizzative ragionevoli idonee a consentire lo svolgimento di una attività lavorativa, altrimenti preclusa, a persona con disabilità”.

Come si vede, si tratta di un onere ben distinto dal repechage: qui infatti si tratta di dedurre come il datore di lavoro abbia compiuto sforzi diligenti per trovare una soluzione organizzativa volta a scongiurare il licenziamento.

Di converso, il datore di lavoro “potrà anche dimostrare che eventuali soluzioni alternative, pur possibili, fossero prive di ragionevolezza, magari perché coinvolgenti altri interessi comparativamente preminenti, ovvero fossero sproporzionate o eccessive, a causa dei costi finanziari o di altro tipo ovvero per le dimensioni e le risorse dell’impresa”.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto illegittimo il licenziamento per sopravvenuta inidoneità fisica di un lavoratore addetto a un servizio di autolinee, per essersi il datore di lavoro limitato ad affermare l’impossibilità del repechage, adducendo l’assenza di posti disponibili nell’organigramma della biglietteria e del lavaggio autobus).

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